giovedì, aprile 17, 2008

Appunti di una psicanalisi#1: Confusione che segue alla razionalizzazione

Dunque: profonda fase riflessiva in questi tempi.
Più tempo per me, per quel che voglio, per quello che sono.
Razionalizzo una cosa, ne vivo la consapevolezza e mi ritrovo ancora più confusa.
Consapevolezza: è una delle mie parole chiave.
Il giorno che ho preso consapevolezza della consapevolezza è stato un giorno illuminante.
Ci sono certi meccanismi nella conoscenza, nella ragione, nella perlustrazione introspettiva che quando scattano è come se ti portassero al livello superiore. La consapevolezza mi fa questo effetto. Essere consapevole vuol dire dare un inquadramento alle cose, sistemarle in uno schema più ampio, capirle fino in fondo e saperle riconoscere. Lo studio è stato uno dei primi campi in cui ho applicato la consapevolezza: ci sono cose che studiavo e sapevo benissimo. Ora non le so più. Perchè? Non è solo perchè alcune cose le studiavo a memoria. Magari le avevo capite benissimo, ma non ne avevo mai preso la consapevolezza. Non le avevo mai inquadrate, non le avevo mai posizionate nel giusto scomparto, non le avevo legate alle altre: insomma non avevo fatto il salto di qualità.
Bene, ora man mano che approfondisco i pensieri su di me ne divento pian piano consapevole. E' come se anzichè vivere le cose per come accadono, iniziassi a inquadrarle, a collegarle tra loro, a capirle e a saperle riconoscere. Ci sono cose di me che una volte capite e metabolizzate, riesco a riconoscere quando si presentano. Una volta no, quando sei più giovane non puoi avere tutta questa consapevolezza perchè ti manca lo schema, il disegno globale che sta dietro a tutto ciò che sei, che fai e che pensi. E lo schema lo si scopre con l'esperienza. Quante volte ripensando a un fatto del passato se ne capisce il significato! Perchè con il senno di poi riesci a capirne i legami e il ruolo nel disegno più grande.
Detto ciò sulla consapevolezza, succede che quando capisci una cosa di te, ne diventi appunto consapevole, e quando si ripresenta quella cosa sai già darle un senso. O meglio, sai interpretarla, sai da cosa può derivare. Il problema è che tale consapevolezza può portare più confusione e maggiore lotta interiore. Capire da dove derivano certi pensieri e certe sensazioni può comunque non aiutare a capire dove si sta andando.
Quando qualcosa poi viene interpretata in due modi diversi.. qual è quello giusto? Manca forse un ulteriore processo di astrazione che unisce i due aspetti in uno di livello superiore?
Ma può la ragione e il pensiero cogliere tutto?
Può governare le sensazioni e le emozioni? Esiste una ragione del cuore? Ha senso razionalizzare tutto o meglio lasciar perdere che tanto ci sarà sempre qualcosa che sfugge?
Bhò, confusioni generalizzate, frutto di sole 4 ore di sonno...

Mi piace pensare.
Mi son fatta dei gran film.
Avere due ore di macchina da sola ogni giorno è bellissimo.
E' un momento tutto mio dedicato alla riflessione.
Scelta accurata del cd da ascoltare - fondamentale! - e poi via.
Tra i pensieri più ricorrenti c'è la morte - ci penso ogni giorno, anche perchè passo sempre davanti a quel posto che me ne ha reso consapevole. Ma magari approfondirò un'altra volta.
Un altro pensieri di questi tempi: chi è la manu?
E' la catechista o quella che si ubriaca? E' quella che si fa in 4 per gli amici o quella a cui scoccia apparecchiare la tavola? E' quella che ascolta Tiziano Ferro o Serj Tankian? E' quella a cui piace attirare l'attenzione o quella timida con chi non conosce? E' quella che non sopporta il razzismo o quella che quando c'è un magrebino si controlla la borsa? E' quella che va allo stadio o quella che non sa nemmeno più chi allena l'Italia? E' quella forte o quella che piange per nulla? E' quella va a messa o quella che contesta la Chiesa? E' quella che idealizza una vita in cui siamo tutti uguali o quella che non rinuncerebbe mai alla proprietà privata? E' quella che non da importanza all'aspetto fisico o quella che si guarda in tutte le vetrine per capire se si piace o no? E' quella che va a metano per l'ambiente o quella che guida alla shumi? Quella tranquilla in ufficio o quella che grida "ca--o!" quando non riceve bene una palla facile? Quella che guarda i film di Vanzina o quella che guarda "Into the Wild"?
Non mi sembro coerente.
Eppure io sono tutte queste manu qua.
Posso forse essere accusata di non essere me stessa in uno qualsiasi di questi momenti?
Non mi sembra giusto. Non mi sento falsa: al limite incoerente, ma non falsa.
Uno, nessuno, centomila.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Non credo assolutamente che tu sia incoerente, neanche un poco. Di ogni situazione descritta, una reazione non esclude l’altra, anzi…fa parte della vita, del carattere, degli umori che non sono sempre uguali. Sei una catechista e presumo pure brava; il tuo insegnamento religioso non deve precluderti i vezzi della vita, tra cui il bere, a meno che non porti i fiaschetti anche a catechismo…del resto pure Gesù ne smucinava di vino, magari lo offriva solo, ma sono certa che i fumi gli facevano colorire un poco le guance anche a lui! E’ vero, ti fai in 4 per gli amici e se servisse a farli stare meglio so che apparecchieresti tutti i giorni la tavola senza fiatare; ma sì, nella normale quotidianità apparecchiare è proprio una rottura di scatole, fai-disfa, fai-disfa…per la musica non so che dire, non conosco serj tankian..beh, io ascolto i bee hive e i korn, dici che sono da ricoverare? Nel voler attirare l’attenzione non c’è nulla di sbagliato, è un modo per verificare se e quanto piacciamo alle persone che ci stanno attorno, purchè non lo si faccia mostrando il nuovo perizoma ballando in minigonna sul tavolo di un pub gremito..ecco, in questo caso ci sarebbe zero timidezza, che invece ritengo un tocco di classe davanti a persone sconosciute, per concederci poco poco e far intendere la nostra vera personalità (possibilità che la ragazza del pub si sarebbe già bruciata!!). il razzismo vero è l’odio e il disprezzo, non il dubbio rivolto a gente che non conosciamo. Io controllo la borsa anche se mi si avvicina un italiano con la faccia da tossico che chiede monetine e guarda insistentemente borse e valigie; di certo non mi preoccupo dei ragazzi di colore che stanno sui marciapiedi a vendere le loro borse false o i cd e credo sia lo stesso per te. Sullo sport, che dire?! Lo credo che non sai chi allena l’Italia, dopo Sacchi nessuno più!!! Hehehehe…l’essere forti non esclude avere dei sentimenti, piangere fa parte dell’uomo e tu sei una grande donna..vai tanto a messa per onorare e coltivare la tua fede e per fortuna che contesti la chiesa, ciò fa di te una persona pensante, che ragione col suo cervello e col suo cuore e non con la testa di papi e cardinali. Gli uomini devono essere uguali nei loro diritti e doveri e nella dignità, non nelle loro proprietà, a meno che questa non diventi mezzo per screditare l’una o l’altra persona, ma si capisce che qui entra in ballo l’ignoranza nuda e cruda. Credi che l’aspetto fisico non sia importante? Anche io, e infatti non spendo miliardi in massaggi, trucchi, vestiti firmati alla moda…però mi fa piacere se il mio ragazzo o i miei amici/parenti mi fanno qualche blando complimento sull’aspetto, che in fondo non si può negare abbia un suo piccolo peso sull’autostima. Quella del metano non so cosa dire, io vado a benzina e mi sa che a breve andrò in bicicletta, visto che la mia macchinina tracanna come una spugna!! Beata te che sei tranquilla in ufficio, io invece sono il contrario: scazzatissima in ufficio e sorridente in palestra, mi faccio certe risate a vedere i personaggi che fanno il corso con me! Evidentemente le partite di pallavolo fanno uscire il tuo lato combattivo, che si mostra non solo nel vigore fisico, ma anche in espressioni..colorite . Infine sui film…mah, io non ho visto né gli uni né l’altro, ma so che a volte si ha tanta voglia di ridere e di lasciare le riflessioni a un’altra occasione..ti voglio bene Manu!

sana-chan ha detto...

la ida sei uno spettacolo!
anche io ti voglio un bene dell'anima ^_^ !