giovedì, aprile 10, 2008

Senti-Menti?

Uno si può sforzare di non provare emozioni? Ci si può obbligare a non farsi prendere dalle ansie, dalle paure, dalla malinconia, dalla tristezza, dalla gelosia? Io temo che cercando di soffocare le proprie sensazioni, uno diventi piano piano indifferente. Io ho paura che ci si abitui a non ascoltarsi più, a razionalizzare ogni brivido, a sterilizzare ogni istinto.
Ma in amore si può arrivare a trovare una spiegazione a tutto? Si riesce davvero ad uscire dalle proprie emozioni per arrivare ad una visione oggettiva? Esiste una visione oggettiva??
Non so, sono confusa...
Io mi sto accorgendo che le emozioni tendo ad assecondarle più che a soffocarle. Quando sono triste non cerco di tirarmi su facendo finta di niente con canzone allegre. Mi viene proprio naturale di chiudermi con me stessa e ascoltare la musica più triste che ho: mi viene spontaneo assecondare la mia sensazione di tristezza, magari sfogarla con un bel pianto... O se sono incacchiata, una bella musica alla SOAD, urlata a squarciagola mentre guido aggressiva... Faccio bene, faccio male? Bhò, mi sto convincendo che per me faccio bene, perchè lasciare sfogare evita l'accumularsi di inutili tensioni con se stessi...
La cosa che mi spaventa di più è l'indifferenza, soprattutto se forzata...
Ho paura dell'abitudine...
L'abitudine è una cosa strana e bastarda: se ti abitui a una cosa o alla sua mancanza, è fatta. Nella nuova situazione tu hai ritrovato la tua dimensione e ti basti. Non ti chiedi nemmeno come sarebbe senza quella cosa o viceversa con quella cosa, perchè tanto sei abituato, sei a posto, non ti poni nemmeno più il problema. Se ti abitui poi a non provare emozioni, è la fine... Non può essere che senti qualcosa ma menti a te stesso...

1 commento:

Anonimo ha detto...

Non credo ci si possa sforzare a non provare emozioni, quelle vengono spontanee, istintive, ma è vero che le si può razionalizzare, che le si può domare. Hai fatto un buon esempio, della tua tristezza, perchè in genere si razionalizza la sofferenza (in tutte le sue sfumature), non certo l'allegria o il benessere. Non credo sia così negativo razionalizzare le proprie sofferenze, cercare di quietare un impeto che potrebbe anche rivelarsi dannoso per il proprio animo. Non parlo di indifferenza verso il proprio io, ma di ascoltarlo pazientemente e consigliargli il meglio. Piangere fa bene, ma fa bene anche tentare di sorridere quando è una giornata no, non per gli altri, ma per te, per evitare di imbruttire ancora di più un animo mogio. Poi per carità, molto dipende da cosa abbia causato la sofferenza...resto comunque dell'idea che se il cuore piange e strepita, ogni tanto la testa, invece di essere accondiscendente, farebbe bene a dare qualche carezza di conforto...