E' incredibile e ogni volta stupefacente quanto sia vero che le cose le apprezzi di più quando sono lontane o le hai perse.Perchè non riusciamo ad apprezzare le cose quando le abbiamo a portata di mano? Perchè dobbiamo provare la sofferenza della privazione prima di renderci conto di quanto sono importanti? L'abitudine e il dare per scontato ci offuscano gli occhi e il cuore.
Con quanta malinconia di cuore ci facciamo trasportare dai ricordi, con quale dolore sentiamo la mancanza di una persona anche solo vedendo una cosa che si era soliti condividere... ma con quale gioia sappiamo ringraziare di poter rivivere una sensazione, con quanta gratitudine di cuore viviamo il motivo del distacco che ci ha fatto rendere consapevoli dell'importanza di certe cose!
Un esempio forse banale ma per me molto indicativo: andare a Milano mi ha fatto apprezzare tantissimo la campagna e le cose che avevo prima. La fioritura dei peschi, la campagna, avere un cane... Per me prima era tutto scontato, adesso invece è una nuova conquista!
Per non parlare di un altro elemento, il Mare: non avrei mai pensato che a Milano avrei sentito così tanto la sua mancanza...
Nelle ultime settimane sono andata spesso in spia
ggia, mi sono lasciata andare a lunghi discorsi col mare (ok, il limite tra la riflessione e la pazzia forse è mooolto sottile...), ho piacevolmente scoperto di avere ancora un pò di fantasia: mi sono immersa nella fantastica storia di Capitan Libeccio e Sirenentola (chissà, magari un giorno la scriverò...), che mi è nata così da incredibili incontri sulla riva del mare...
Quando sono sola a volte penso che gli altri non possano vedermi e mi urta quando qualcuno mi rivolge la parola in quei momenti: come può parlarmi se non mi vede? La voce che esce dalla mia bocca non sembra nemmeno la mia, la mia Voce sta continuando invece a parlarmi in mente ed è diversa - lo so, la conosco bene, l'ho ascoltata fino a quell'interruzione!
Mi sembra anche di poter fare tutto quello mi pare, mi sento finalmente libera dal "oddiochissàcosapensanoglialtri"... Una strana sensazione magica l'ho avvertita sabato quando giravo con un pesce di 30cm in mano scalza coi jeans arrotolati fino al ginocchio per il lungomare... Quasi come fossi un gataz con un bel pescione tra i denti...

Ma è solo solitudine la nostra libertà, è solo pazzia la nostra riflessione
Ieri sono tornata un pò in me, e ho fatto un'altra cosa che mi piace molto: ho giocato a pallavolo tutto il pomeriggio.

Sto conoscendo persone nuove, e questo mi piace perchè all'inizio di una nuova conoscenza ti senti più libero. Forse sto pure riuscendo a disintossicarmi dal "oddiochissàcosapensanoglialtri" di cui parlavo prima. Ieri e sabato sono riuscita a sentirmi a mio agio, a fregarmene di certe cose che di solito mi "preoccupano".
Bhè, penso che tutto questo sia un cammino necessario e positivo (verso la pazzia appunto...).
Sono fiduciosa, è la strada giusta...




1 commento:
non pazzia ma voglia di essere se stessi. E' dura, durissima andare fino in fondo alle cose... affrontarsi senza aggrapparsi a nessuno di conforto... se ti può servire: porsi il problema di cosa pensano gli altri è un brutto segno, di chi ha "perso la sua ombra"... bacio, in bocca al lupo
p.s.
venerdì Mollier al caffè opera prima
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