Ho una gran voglia di sentirmi debole.Ho voglia che qualcuno pensi a me. Ho bisogno di quel senso di protezione che una persona forte infonde a chi si sente debole.
Mi sto psicanalizzando da anni ormai e ho capito alcune cose di me, o almeno penso dato che non ho mai fatto psicologia...
Sono dovuta mio malgrado diventare una ragazza forte.
Con la morte di mio padre, dell'unico uomo in famiglia, è stato un passaggio necessario: io e mia sorella a 15/16 anni abbiamo dovuto iniziare a darci da fare. Ci siamo sempre occupate di tutte le cose più banali di solito di competenza dell'uomo di casa, ma soprattutto bisognava dimostrare a mia madre che su di noi poteva contare.
Così ho imparato ad essere il più autosufficente possibile, a far vedere che riesco da sola - anche perchè non ho mai voluto la compassione di nessuno. Non chiedo mai aiuto, non voglio mai pesare sugli altri, anzi, preferisco che siano gli altri a contare su di me.
Bene, dopo 12 anni di "ame&aglialtricipensoio", ora sento un gran bisogno di una figura su cui appoggiarmi. In realtà vorrei tanto un padre, anzi, MIO padre, ma dato che non si può avere :( sento questa più o meno inconscia propensione a "trovarmi" una figura maschile di riferimento. Penso che tale meccanismo sia scattato subito fin dal primo giorno.
E così si inizia dal proprio "compagno" perchè è la figura maschile che ti sta più vicina. Il problema è che poi diventa un casino perchè il "malcapitato" si ritrova investito di due ruoli anche in conflitto tra loro. Da una parte sento di voler sfruttare la mia forza e di voler essere io un riferimento per l'altro, d'altra parte a fare sempre il ruolo della "forte" poi arriva un momento in cui vorresti sentirti "così piccola e fragile"...
Senti tutto il bisogno di quel senso di protezione... Io il Senso di Protezione me lo immagino personificato come un uomo (proprio "uomo" e non "ragazzo") grande anche in senso fisico che ti "avvolge" come uno scudo protettivo, che ti dice di non preoccuparti, che sa un sacco di cose e che ti da piacere ascoltarlo perchè vuoi imparare da lui, che ti da piacere seguirlo perchè senti che lui la sa la strada. Una sorta di MacGyver: ti ispira fiducia, sa sempre immaginare cosa succede per cui sai che sei al sicuro, nelle difficoltà se ne inventa sempre una grazie alla sua vastissima conoscenza e ti tira fuori dai guai.
Bhà, questa è la sensazione di questo periodo. Ma tanto la parte della manu-forte è sempre quella predominante...
Flash del giorno: oggi ci sono rimasta troppo male quando voltandomi come sempre in uno specifico punto del mio percorso quotidiano verso l'ufficio non ho visto il MIO albero: un piccolo alberello sulle rive del CER che non so perchè da due anni è sempre stato un mio riferimento lungo la strada. Cascasse il mondo, ogni volta che passavo di lì dovevo voltarmi a guardarlo! Era il mio calendario, mi scandiva le stagioni... Che strani meccanismi mentali che scattano verso l'abitudine a delle cose!
Eccolo qua in una delle ultime foto.. addio amico albero!




1 commento:
posso?
intanto questo strumento infernale chiamato blog è come un termometro: a distanza di km, senza conoscerti troppo, senza guardarti negli occhi la sensazione del tuo 'mood' attuale è decisamente percepibile.
Il luogo comune che 'scrivere' serva a liberare i pensieri non è poi così luogo comune e, andando a ritroso nei pensieri leggibili delle ultime giornate, questo ultimo è la 'chisura del cerchio' (lo so che non è bello parlare per luoghi comuni ma pare che non riesca ad esprimermi diversamente!).
Non sono MacGyver e quindi non sono in grado di dare alcuna ricetta o soluzione; solo condividere con te quello che è uno stato a me piuttosto noto (se non per la differenza che magari anzichè un 'uomo' ero in cerca di una 'donna') e che quello che posso dire è che questo è quasi un modo di sentirsi 'bello'.
Bello perchè sei consapevole di come ti senti e di quello che cerchi e che anche se ti senti toccare il fondo è invece il momento del rimbalzo. E' il momento in cui tutto si chiarisce. Il momento che pochi hanno la fortuna di poter vivere.
Fortuna, si, fortuna. Fortuna di sapere quanto vali, quali sono le tue doti, le leve su cui fare forza, su cui puoi contare nei momenti difficili e sapere che nulla potrà toglierti mai questi 'poteri'.
Beh, poi, oltre ai tuoi 'fantapoteri' è negli stessi momenti che scopri davvero chi è con te.
C'è un signore che canta e che è di Correggio che dice sempre 'Tengo Botta!' io dico sempre 'Corro'...augurarti di correre magari non è il massimo della vita, quindi 'Tieni Botta'.
Un abbraccio da lontano.
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