martedì, aprile 29, 2008

Lavori in corso

Lavori in corso in ufficio: BB è diventato un porto di mare!
Buttata giù una parete, abbiamo fatto spazio per le new entries, ma nel frattempo se ne vanno altri due, insomma, è un viavai continuo!
Le donne hanno toccato la quota mai raggiunta prima di 4 (3 fisse + 1 stagista) e gli ometti sono diventati ben 10 (7 fissi e 3 part time che però ci lasceranno a breve..).
Da una parte è bello conoscere persone giovani nuove, dall'altra è un continuo rispiegare di cose... c'è ancora un pò di confusione qua dentro, ci vorrebbe una riorganizzazione... vedremo! ad ogni modo siamo sempre in cerca di persone - kia, se davvero vuoi venire a farti un giro.. ;) sarebbe bello lavorare di nuovo insieme!!!
Ho apprezzato la riunione col capo ieri, anche se speravo ne risultasse qualche linea guida in più sull'organizzazione interna... forse le idee devono ancora chiarirsi...
cmq mi piace proprio lavorare qua... chissà il futuro che riserva...
Nella foto: fagiano all'opera!!! :P

Ufff...

Uffff... perchè:
- ho speso 6€ per lavare la macchina domenica sera ed è da stamattina che piove
- ho mille cose da fare al lavoro ma la testa è altrove
- sono in arrivo mille spese impreviste da migliaia di € (mi tocca sperare in un supermega condono alla berlusca sull'ici...)
- non potrò avere i muratori in casa prima della primavera prossima
- venerdì devo venire in ufficio
- dovrei farmi vedere i denti del giudizio da un chirurgo per "sapere i rischi a cui si va incontro nel togliere due denti messi in quella posizione"
- ho fatto 3 gg di "depurazione" (no wine, no beer, only pasta in bianco e verdure e ore e ore di camminata in montagna) e non solo non è contato a nulla, ma addirittura siamo peggiorati...
- c'horrrabbia
- stasera finisce la mia stagione pallavolistica, un mio grande sfogo
- le scuse cominciano a non reggere più....

Ho perso il mio micio

Ho perso il mio micio.
O meglio, se n'è andato...
Non lo vedo più da quasi 2 mesi...
Prima era sempre lì, ogni mattina con il suo "mao mao" mi salutava affettuoso, faceva le fusa e io gli davo una carezza e alcune crocchettine prima di andare a lavorare.
Ora non si fa più vedere :(
Che fine ha fatto?
.. Alla ricerca di qualche gattina?
Chissà che sta facendo... mah..
scperiamo che torni....

lunedì, aprile 28, 2008

pessimismo... e fastidio
pessimismo... e fastidio
pessimismo... e fastidio...

giovedì, aprile 24, 2008

Linfa

Fusa, confusa
non riesco a pensare, penso troppo
consapevolezza o colpevolezza?
libertà o solitudine?
speranza o illusione?
timide gemme primaverili
spuntano dai miei rami,
crepa la corteccia
per la ritrovata strabordande spinta di linfa,
desiderio di rinnovamento
di rinascita.
necessità di protezione,
per la gemma neonata.
cerchio - ciclo infinito -
o spirale - vortice verso una fine - ?
Rompere e irrompere
URLARE
per ritrovare
la quieta pace
la forza di attesa,
l'ottimismo di speranza,
il senso di linfa vitale.

mercoledì, aprile 23, 2008

Estate

Eccolo il sole, che porta voglia di estate
di infradito, di occhiali da sole
di mare
di music&beer agli happyhour
di finestrini aperti
di salsedine sui capelli raccolti
di grigliate la sera con gli amici
di tranquillità, di luce
di bagni al chiaro di luna
di passeggiate nei boschi
di segno dell'abbronzatura
di gite al fiume
di cocomero
di pistole ad acqua
di ombra
di grilli e cicale...
Arriva per la 28esima volta,
inizia a godertela, manu!

martedì, aprile 22, 2008

Le mie performance...

Non è proprio quello che si dice dare il buon esempio, ma in fondo un pò ci "tengo" alla mia reputazione da -diciamo- persona che non disdegna l'alcool... certo non vorrei mai che la gente pensasse che sono una ubriacona o addirittura una alcolista! ma mi piace l'idea di essere vista come quella con cui si può sempre trovare un pretesto per brindare in compagnia, per far baracca, per divertirsi... A volte ho esagerato, lo ammetto, ma a posteriori ricordare tali eventi è un'ulteriore motivo di risate...
La mia primissima "allegria da vino" è stato quando avevo 12 anni: c'era mio padre e mio zio, eravamo in cortile e io e mia sorella abbiamo bevuto un bicchiere a testa di moscato... Quante capriole subito dopo tra mille risate impazzite!
Poi dai 14 anni circa in poi è iniziata la grande passione per la Vodka: io e Nicolino eravamo tremendi! Tra le tante, le scene da ricordare sulla Vodka: la bottiglia volata via dal finestrino lanciata da dPietro mentre guidava il pulmino nel '95 a Marradi e la finta-scommessa nel '96 a Sella Nevea... che ricordi!
In realtà la mia prima vera sbornia pesante l'ho avuta a 19 anni, mentre la seconda è quella che mi aveva preoccupato di più (risveglio con l'infermiere che mi schiaffeggiava...).
Comunque, la mia ultima performance risale a due anni fa: il ciliegio a casa mia! I VV potrenno ricordarlo..........
Bhè, insomma, ho fatto la brava per ben 2 anni, non potevo far decadere la mia "reputazione"! Non che abbia fatto chissàchè in realtà, ma tutti hanno aggiunto questa tra le mie gesta più notevoli: ho seccato mezza boccia abbondante di spumante dolce senza prendere fiato. Dovevo solo far vedere alla neodottoressa Betta come si fa a brindare... Insomma, in realtà non pensavo che la cosa avrebbe avuto un tale seguito: tutti i presenti estasiati dalla performance quasi mi chiedevano l'autografo! E ora ad ogni apertura di spumante tutti mi incitano a migliorare il record... vabbè!
Massì, che mi frega, che mi prendano pure un pò in giro, l'importante è che le persone si divertano con me! ;)

lunedì, aprile 21, 2008

KittenWar!

Ho inserito il mio Codino in kittenwar!
:D
se vi capita, fatelo vincere!!!

Appunti di una Psicanalisi#2: Meccanismi di Autodifesa Psicologica

Sono affascinata dalla Natura e da tutti i meccanismi incredibili che ha sviluppato.
Ricordo benissimo in una puntata di Siamo Fatti Così un meccanismo che mi ha colpito tantissimo: la mente in reazione al dolore induce la perdita dei sensi.
Sono meccanismi di autodifesa: quando il dolore diventa troppo elevato, il cervello induce lo svenimento.
Spesso mi sono ritrovata ad avere a che fare con meccanismi simili, più legati alla sfera psicologica che fisica.
Per reagire al dolore interiore quando questo diventa troppo forte, mi scattano ragionamenti che assomigliano molto ad un "meccanismo di autodifesa psicologica": scattano reazioni di rabbia e inca--atura verso la causa del dolore per trovare uno sfogo, oppure di indifferenza stile lavolpe&l'uva ("tanto è acerba...").
Mi accorgo che non è quello che penso davvero davvero, ma mi da un sollievo in quel momento. Lo sfogo nel gridare un "mavaff---" e poi di dire "tanto a me non mi interessa più" (e proprio a-me-non-mi alla faccia della ripetizione!) viene però a scontrarsi con la realtà profonda che ti dice "tanto lo sai che non è vero...". Finchè quest'ultima non diventa: " .. e se invece fosse vero che quella cosa non mi tocca più?".
Ho preso consapevolezza di questo meccanismo in me e cerco di non cascarci. Se anche mi viene rabbia e mi verrebbe da dire basta, so che questo è una autodifesa che maschera la verità più profonda per farmi stare meno male.
Per cui meglio lasciare passare il momento, occuparsi d'altro e non pensarci più.
Se la rabbia persiste, consultare il medico.

Compleanni

Eccoci qua, dopo un weekend intenso dedicato agli amici: i 30 anni di Ivan con il Gioco dell'Oco e il karaoke, quelli di Cinzia con il terrazza-party, la cena delle elementari (al 40% in realtà...) carramba che sorpresa!
Sono stata contenta della festa a Ivan, è riuscita bene e nonostante tutti i nostri dubbi sul fatto che potesse arrivare ai 30 anni ("Lo vogliamo ricordare così. I tuoi amici") ci siamo divertiti, abbiamo cantato, fatto fuori il mio limoncello...

Poi il giorno dopo - che spettacolo di giornata! L'ideale per il terrazza-party dalla Cinzia! La nostra irruzione in costume e sdraio sotto al braccio, il liquidator, bere e mangiare, il reality "La terrazza", l'entrata in società di Riccardo (ahah, li conosco sempre prima io di Nicolino!), i primi segni di abbronzatura.. Poi cena con gli ex compagni, riassunti di 10 anni di vita, ricordi e nuovi progetti... piacevole, tuttosommato!

Poi stamattina la pioggia riporta la sonnolenza...
e qualche pensiero, interrotto da un amaro sorriso al Fagiano di Castenaso!

venerdì, aprile 18, 2008

Inquietudine

Una frase mi ha molto colpito l'altro giorno...
"Stiamo insieme da 9 anni, ma c'è una vocina qua dentro me che mi dice 'no, non è lei quella Giusta'"
cavolo... come si può non reagire a tale consapevolezza?

giovedì, aprile 17, 2008

Appunti di una psicanalisi#1: Confusione che segue alla razionalizzazione

Dunque: profonda fase riflessiva in questi tempi.
Più tempo per me, per quel che voglio, per quello che sono.
Razionalizzo una cosa, ne vivo la consapevolezza e mi ritrovo ancora più confusa.
Consapevolezza: è una delle mie parole chiave.
Il giorno che ho preso consapevolezza della consapevolezza è stato un giorno illuminante.
Ci sono certi meccanismi nella conoscenza, nella ragione, nella perlustrazione introspettiva che quando scattano è come se ti portassero al livello superiore. La consapevolezza mi fa questo effetto. Essere consapevole vuol dire dare un inquadramento alle cose, sistemarle in uno schema più ampio, capirle fino in fondo e saperle riconoscere. Lo studio è stato uno dei primi campi in cui ho applicato la consapevolezza: ci sono cose che studiavo e sapevo benissimo. Ora non le so più. Perchè? Non è solo perchè alcune cose le studiavo a memoria. Magari le avevo capite benissimo, ma non ne avevo mai preso la consapevolezza. Non le avevo mai inquadrate, non le avevo mai posizionate nel giusto scomparto, non le avevo legate alle altre: insomma non avevo fatto il salto di qualità.
Bene, ora man mano che approfondisco i pensieri su di me ne divento pian piano consapevole. E' come se anzichè vivere le cose per come accadono, iniziassi a inquadrarle, a collegarle tra loro, a capirle e a saperle riconoscere. Ci sono cose di me che una volte capite e metabolizzate, riesco a riconoscere quando si presentano. Una volta no, quando sei più giovane non puoi avere tutta questa consapevolezza perchè ti manca lo schema, il disegno globale che sta dietro a tutto ciò che sei, che fai e che pensi. E lo schema lo si scopre con l'esperienza. Quante volte ripensando a un fatto del passato se ne capisce il significato! Perchè con il senno di poi riesci a capirne i legami e il ruolo nel disegno più grande.
Detto ciò sulla consapevolezza, succede che quando capisci una cosa di te, ne diventi appunto consapevole, e quando si ripresenta quella cosa sai già darle un senso. O meglio, sai interpretarla, sai da cosa può derivare. Il problema è che tale consapevolezza può portare più confusione e maggiore lotta interiore. Capire da dove derivano certi pensieri e certe sensazioni può comunque non aiutare a capire dove si sta andando.
Quando qualcosa poi viene interpretata in due modi diversi.. qual è quello giusto? Manca forse un ulteriore processo di astrazione che unisce i due aspetti in uno di livello superiore?
Ma può la ragione e il pensiero cogliere tutto?
Può governare le sensazioni e le emozioni? Esiste una ragione del cuore? Ha senso razionalizzare tutto o meglio lasciar perdere che tanto ci sarà sempre qualcosa che sfugge?
Bhò, confusioni generalizzate, frutto di sole 4 ore di sonno...

Mi piace pensare.
Mi son fatta dei gran film.
Avere due ore di macchina da sola ogni giorno è bellissimo.
E' un momento tutto mio dedicato alla riflessione.
Scelta accurata del cd da ascoltare - fondamentale! - e poi via.
Tra i pensieri più ricorrenti c'è la morte - ci penso ogni giorno, anche perchè passo sempre davanti a quel posto che me ne ha reso consapevole. Ma magari approfondirò un'altra volta.
Un altro pensieri di questi tempi: chi è la manu?
E' la catechista o quella che si ubriaca? E' quella che si fa in 4 per gli amici o quella a cui scoccia apparecchiare la tavola? E' quella che ascolta Tiziano Ferro o Serj Tankian? E' quella a cui piace attirare l'attenzione o quella timida con chi non conosce? E' quella che non sopporta il razzismo o quella che quando c'è un magrebino si controlla la borsa? E' quella che va allo stadio o quella che non sa nemmeno più chi allena l'Italia? E' quella forte o quella che piange per nulla? E' quella va a messa o quella che contesta la Chiesa? E' quella che idealizza una vita in cui siamo tutti uguali o quella che non rinuncerebbe mai alla proprietà privata? E' quella che non da importanza all'aspetto fisico o quella che si guarda in tutte le vetrine per capire se si piace o no? E' quella che va a metano per l'ambiente o quella che guida alla shumi? Quella tranquilla in ufficio o quella che grida "ca--o!" quando non riceve bene una palla facile? Quella che guarda i film di Vanzina o quella che guarda "Into the Wild"?
Non mi sembro coerente.
Eppure io sono tutte queste manu qua.
Posso forse essere accusata di non essere me stessa in uno qualsiasi di questi momenti?
Non mi sembra giusto. Non mi sento falsa: al limite incoerente, ma non falsa.
Uno, nessuno, centomila.

mercoledì, aprile 16, 2008

A.A.A. MacGyver Cercasi

Ho una gran voglia di sentirmi debole.
Ho voglia che qualcuno pensi a me. Ho bisogno di quel senso di protezione che una persona forte infonde a chi si sente debole.
Mi sto psicanalizzando da anni ormai e ho capito alcune cose di me, o almeno penso dato che non ho mai fatto psicologia...
Sono dovuta mio malgrado diventare una ragazza forte.
Con la morte di mio padre, dell'unico uomo in famiglia, è stato un passaggio necessario: io e mia sorella a 15/16 anni abbiamo dovuto iniziare a darci da fare. Ci siamo sempre occupate di tutte le cose più banali di solito di competenza dell'uomo di casa, ma soprattutto bisognava dimostrare a mia madre che su di noi poteva contare.
Così ho imparato ad essere il più autosufficente possibile, a far vedere che riesco da sola - anche perchè non ho mai voluto la compassione di nessuno. Non chiedo mai aiuto, non voglio mai pesare sugli altri, anzi, preferisco che siano gli altri a contare su di me.
Bene, dopo 12 anni di "ame&aglialtricipensoio", ora sento un gran bisogno di una figura su cui appoggiarmi. In realtà vorrei tanto un padre, anzi, MIO padre, ma dato che non si può avere :( sento questa più o meno inconscia propensione a "trovarmi" una figura maschile di riferimento. Penso che tale meccanismo sia scattato subito fin dal primo giorno.
E così si inizia dal proprio "compagno" perchè è la figura maschile che ti sta più vicina. Il problema è che poi diventa un casino perchè il "malcapitato" si ritrova investito di due ruoli anche in conflitto tra loro. Da una parte sento di voler sfruttare la mia forza e di voler essere io un riferimento per l'altro, d'altra parte a fare sempre il ruolo della "forte" poi arriva un momento in cui vorresti sentirti "così piccola e fragile"...
Senti tutto il bisogno di quel senso di protezione... Io il Senso di Protezione me lo immagino personificato come un uomo (proprio "uomo" e non "ragazzo") grande anche in senso fisico che ti "avvolge" come uno scudo protettivo, che ti dice di non preoccuparti, che sa un sacco di cose e che ti da piacere ascoltarlo perchè vuoi imparare da lui, che ti da piacere seguirlo perchè senti che lui la sa la strada. Una sorta di MacGyver: ti ispira fiducia, sa sempre immaginare cosa succede per cui sai che sei al sicuro, nelle difficoltà se ne inventa sempre una grazie alla sua vastissima conoscenza e ti tira fuori dai guai.
Bhà, questa è la sensazione di questo periodo. Ma tanto la parte della manu-forte è sempre quella predominante...

Flash del giorno: oggi ci sono rimasta troppo male quando voltandomi come sempre in uno specifico punto del mio percorso quotidiano verso l'ufficio non ho visto il MIO albero: un piccolo alberello sulle rive del CER che non so perchè da due anni è sempre stato un mio riferimento lungo la strada. Cascasse il mondo, ogni volta che passavo di lì dovevo voltarmi a guardarlo! Era il mio calendario, mi scandiva le stagioni... Che strani meccanismi mentali che scattano verso l'abitudine a delle cose!
Eccolo qua in una delle ultime foto.. addio amico albero!

martedì, aprile 15, 2008

Au Revoir!

Oggi giorno di partenze... sigh!
Ma tanto il campeggio Baffa ci aspetta!!! ;)

ps. sono in silenzio stampa sulle elezioni....

lunedì, aprile 14, 2008

venerdì, aprile 11, 2008

Volley&Bier

Oggi va meglio.
Cioè, fisicamente così così... non ho più il fisico davvero... ma mentalmente meglio.
La pallavolo è un toccasana: ieri sera mi sentivo alla grande, attivissima su ogni palla, decisa e sicura. Abbiamo vinto facile 3-0, ormai sono stata adottata dallo Speed :)
Speriamo di replicare stasera: se riuscissimo ad essere 12 scatterebbe un bellissimo allenamento-partita... chissà!
Adoro giocare a pallavolo.
Mi piace perchè è uno sport di squadra, perchè è tutta questione di mente: impari un mucchio di cose su te stesso. La concentrazione, la determinazione, l'impegno, la misura... Non è solo questione di forza fisica: se non usi la mente e se non trovi l'equilibrio coi compagni non vai da nessuna parte.
Giocare per me è fondamentale.
Quest'anno con la possibilità di farlo sia in una femminile che in una mista, mi sento proprio bene perchè affronto la pallavolo in due modi che mi completano. Nella femminile posso metterci il gesto atletico, la schiacciata, il confronto con tue "pari" con una rete adeguata (2,24). Nel misto (2,38) è una meraviglia vedere schiacciare gli uomini, sentire la soddisfazione di una bella alzata o ancora di più "tenere" una palla schiacciata da un uomo (vedi la prima volta che ho conosciuto Vale ^_^ ).
Sono due bei gruppi, magari nel femminile manca un pò la "birretta post partita" (anche se con il ritorno della pippi magari si può recuperare l'usanza...) mentre nel misto è un rito da sempre (la Brass con il Maiano, il Betza con i VV e ora daSalvatore con gli Speeedini).
Si, oggi va decisamente meglio.

giovedì, aprile 10, 2008

Senti-Menti?

Uno si può sforzare di non provare emozioni? Ci si può obbligare a non farsi prendere dalle ansie, dalle paure, dalla malinconia, dalla tristezza, dalla gelosia? Io temo che cercando di soffocare le proprie sensazioni, uno diventi piano piano indifferente. Io ho paura che ci si abitui a non ascoltarsi più, a razionalizzare ogni brivido, a sterilizzare ogni istinto.
Ma in amore si può arrivare a trovare una spiegazione a tutto? Si riesce davvero ad uscire dalle proprie emozioni per arrivare ad una visione oggettiva? Esiste una visione oggettiva??
Non so, sono confusa...
Io mi sto accorgendo che le emozioni tendo ad assecondarle più che a soffocarle. Quando sono triste non cerco di tirarmi su facendo finta di niente con canzone allegre. Mi viene proprio naturale di chiudermi con me stessa e ascoltare la musica più triste che ho: mi viene spontaneo assecondare la mia sensazione di tristezza, magari sfogarla con un bel pianto... O se sono incacchiata, una bella musica alla SOAD, urlata a squarciagola mentre guido aggressiva... Faccio bene, faccio male? Bhò, mi sto convincendo che per me faccio bene, perchè lasciare sfogare evita l'accumularsi di inutili tensioni con se stessi...
La cosa che mi spaventa di più è l'indifferenza, soprattutto se forzata...
Ho paura dell'abitudine...
L'abitudine è una cosa strana e bastarda: se ti abitui a una cosa o alla sua mancanza, è fatta. Nella nuova situazione tu hai ritrovato la tua dimensione e ti basti. Non ti chiedi nemmeno come sarebbe senza quella cosa o viceversa con quella cosa, perchè tanto sei abituato, sei a posto, non ti poni nemmeno più il problema. Se ti abitui poi a non provare emozioni, è la fine... Non può essere che senti qualcosa ma menti a te stesso...

Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse

E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse
E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare
E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire

Non basta più il ricordo
Ora voglio il tuo ritorno...
E sarà bellissimo
Perché gioia e dolore han lo stesso sapore
Lo stesso sapore con te

(t.f.)

mercoledì, aprile 09, 2008

Si inizia...

Ieri sera rientro a casa, metto la macchina in garage poi mi soffermo come sempre sul portone.. Una notte più silenziosa del solito, strana sensazione... Solo Lillo interrompe questo silenzio... "Oh no, ci risiamo!"... è ufficialmente iniziata la stagione dei ricci!
Lillo impazzisce per un riccio, deve assolutamente prenderlo tra i denti... e si punge e comincia a guaire ma niente! Quel riccio deve essere suo!
Alla fine ce l'ho fatta, glie l'ho tolto e poi l'ho rotolato via... ogni volta mi sembra di essere Alice nel Paese delle meraviglie che gioca a croquet, ma è davvero divertente, tanto il riccio sta lì chiuso, mica si fa male!

lunedì, aprile 07, 2008

Il mio Mare

E' incredibile e ogni volta stupefacente quanto sia vero che le cose le apprezzi di più quando sono lontane o le hai perse.
Perchè non riusciamo ad apprezzare le cose quando le abbiamo a portata di mano? Perchè dobbiamo provare la sofferenza della privazione prima di renderci conto di quanto sono importanti? L'abitudine e il dare per scontato ci offuscano gli occhi e il cuore.
Con quanta malinconia di cuore ci facciamo trasportare dai ricordi, con quale dolore sentiamo la mancanza di una persona anche solo vedendo una cosa che si era soliti condividere... ma con quale gioia sappiamo ringraziare di poter rivivere una sensazione, con quanta gratitudine di cuore viviamo il motivo del distacco che ci ha fatto rendere consapevoli dell'importanza di certe cose!
Un esempio forse banale ma per me molto indicativo: andare a Milano mi ha fatto apprezzare tantissimo la campagna e le cose che avevo prima. La fioritura dei peschi, la campagna, avere un cane... Per me prima era tutto scontato, adesso invece è una nuova conquista!
Per non parlare di un altro elemento, il Mare: non avrei mai pensato che a Milano avrei sentito così tanto la sua mancanza...
Nelle ultime settimane sono andata spesso in spiaggia, mi sono lasciata andare a lunghi discorsi col mare (ok, il limite tra la riflessione e la pazzia forse è mooolto sottile...), ho piacevolmente scoperto di avere ancora un pò di fantasia: mi sono immersa nella fantastica storia di Capitan Libeccio e Sirenentola (chissà, magari un giorno la scriverò...), che mi è nata così da incredibili incontri sulla riva del mare...
Quando sono sola a volte penso che gli altri non possano vedermi e mi urta quando qualcuno mi rivolge la parola in quei momenti: come può parlarmi se non mi vede? La voce che esce dalla mia bocca non sembra nemmeno la mia, la mia Voce sta continuando invece a parlarmi in mente ed è diversa - lo so, la conosco bene, l'ho ascoltata fino a quell'interruzione!
Mi sembra anche di poter fare tutto quello mi pare, mi sento finalmente libera dal "oddiochissàcosapensanoglialtri"... Una strana sensazione magica l'ho avvertita sabato quando giravo con un pesce di 30cm in mano scalza coi jeans arrotolati fino al ginocchio per il lungomare... Quasi come fossi un gataz con un bel pescione tra i denti...


Ma
è solo solitudine la nostra libertà, è solo pazzia la nostra riflessione


Ieri sono tornata un pò in me, e ho fatto un'altra cosa che mi piace molto: ho giocato a pallavolo tutto il pomeriggio.
Sto conoscendo persone nuove, e questo mi piace perchè all'inizio di una nuova conoscenza ti senti più libero. Forse sto pure riuscendo a disintossicarmi dal "oddiochissàcosapensanoglialtri" di cui parlavo prima. Ieri e sabato sono riuscita a sentirmi a mio agio, a fregarmene di certe cose che di solito mi "preoccupano".
Bhè, penso che tutto questo sia un cammino necessario e positivo (verso la pazzia appunto...).
Sono fiduciosa, è la strada giusta...

venerdì, aprile 04, 2008

giovedì, aprile 03, 2008

mercoledì, aprile 02, 2008

Colloquio al dentista

Sto cambiando prospettiva, ieri non sono "andata a fare una visita dal dentista" ma sono "andata a fare un colloquio AL dentista": ho dato una opportunità a questo nuovo dentista di dimostrarmi che lui può avere la mia fiducia.
Ho sempre avuto una pessima concezione del dentista, solo un gran ladro approfittatore che ti trova mille cose da fare da 100€ l'una...
Proprio a milano 2 anni fa stavo iniziando a ricredermi dopo una visita gratuita da una tipa a prima vista in gamba, e che soprattutto pur essendo la prima volta che mi vedeva, mi ha detto che non avevo nulla.
Ieri sono andata da questo Federico Bonazzi (suggerito da mandry) che ha raccolto la mia fiducia e ha passato la prima selezione per questi aspetti:
- è simpatico
- è abb giovane ma non troppo (esperienza ma anche nuove tecniche)
- tutto è sterilizzato e pulito
- ha delle apparecchiature che mi sembrano piuttosto nuove
- non c'è casino, è vicinissimo al lavoro, si trova parcheggio
- la visita non me l'ha fatta pagare
Insomma, tutto positivo per ora. Certo qualcosa mi fa fare (panoramica e riparazione di una otturazione che mi si è rotta - ed è vero perchè mi ricordo di essermi accorta) ma sono cose che volevo fare, soprattutto per i denti del giudizio.
Vedremo se sarà bravo anche sul test pratico...
;)

ps. un saluto a enrico a Paris... beato te!

martedì, aprile 01, 2008

Ciao Nonno

Sono già passati due anni...
Quella sera la ricordo bene... a casa d Andre, insieme agli altri VV per una serata spensierata.
Io i miei pensieri li avevo (a parte il trasloco), ma la mattina ti avevo visto bene... le ultime parole scambiate sul mezzogiorno quando ti sei svegliato e poi via di corsa a milano, sollevata di averti visto meglio di quel che pensassi.
Invece poi la sera la telefonata di mio zio... e io rannicchiata dietro al frigo di Andre, arrabbiata con me stessa per essere a milano anzichè essere a casa per poter correre subito all'ospedale...

Tu sei stato grande nonno, anche se eri un tipo che stava sulle sue, ho sempre avuto una gran stima di te.
Te l'ho detto poche volte, spero che tu possa in qualche modo sentirlo: ti voglio bene nonno!

1 aprile... occhio!!! ;)